Oggi intorno alle ore 14.30 un camion con gru è transitato in piazza Statuto superando la quota della linea aerea (circa 5,40 metri) e tranciandola al suo passaggio. Il braccio della gru superava abbondantemente la quota ammessa dal CdS (4,30 metri) e il danno ha provocato enormi disagi alla circolazione per via della posizione cruciale. Le linee tram 10 e 13 sono rimaste ferme perché la tensione è stata tolta ma anche le linee bus transitanti in quel punto di piazza Statuto sono rimaste coinvolte. I tecnici GTT hanno lavorato circa 3 ore per rimediare al danno mentre l’autocarro (visibile nella foto sull’estrema destra) sarà molto probabilmente stato sanzionato per aver viaggiato fuori dai limiti prescritti. Altre immagini nella pagina successiva. Continua a leggere »
Ci è stato segnalato che su due scambi della rete, il numero 771 in corso Vinzaglio angolo corso Vittorio Emanuele II e il numero 614 in corso D’Azeglio angolo corso Vittorio Emanuele II, è stata implementata una variante di comportamento della luce blu di blocco, quella orizzontale. Non appena il tram tocca l’antenna ricevente presente nel terreno la barra inizia a lampeggiare fino a quando il tram non raggiunge il circuito di binario. Quando entra nel circuito di binario la barra resta accesa come da tradizionale comportamento.
Non è noto se si tratta di un test oppure se questa nuova configurazione verrà estesa al resto degli scambi a radiofrequenza. In basso un breve video ripreso proprio in corso Vinzaglio.
Giornata particolare sulla linea 10, oggi 18 settembre: per la prima volta è stato possibile vedere in servizio tutte le tipologie di tram circolanti a Torino, in pratica il campionario completo del tram torinese! Contemporaneamente si potevano incrociare una 2800 verde (2807), una 2800 arancione (2839), un tram serie 5000, una motrice serie 6000 e uno dei nuovissimi tram HitachiRail.
Nelle immagini le due vetture serie 2800 mentre in alto lo screenshot della pagina del sito con l’aggiornamento in tempo reale delle vetture in linea ripreso alle 19.50.
Oggi, martedì 3 settembre 2024, è avvenuto il debutto dei tram HitachiRail sulla linea 10. A quasi un anno di distanza dall’esordio sulla linea 9, ecco che la seconda linea dove è possibile incontrare i nuovi tram è la linea 10, piazza Statuto – corso Settembrini. La linea 10 era nel novero delle prime possibili linee, con le linee 3 e 9, dove i nuovi tram erano utilizzabili fin da subito, ma si è dovuto attendere un po’ prima di poterle vedere in servizio. L’esordio avvenuto in totale sordina ha visto l’impegno di 3 vetture: 8002, 8013 e 8017 (queste ultime due immortalate nelle immagini in alto e di seguito). Attualmente sono 28 i tram consegnati ma solo 15 hanno ricevuto tutti i documenti dal ministero, mentre altri -già collaudati- sono nel limbo della burocrazia.
In basso (e seguendo il link), altre immagini odierne.
Dal 7 maggio torna anche nei festivi la gestione tram della linea 10. Dopo la parentesi del 2019/2020 (interrotta dalla pandemia), questa dovrebbe essere una decisione definitiva in attesa del ritorno in via Massari, previsto però solo nel 2025 con la conclusione dei lavori in piazza Baldissera.
Finalmente sembra esserci la parola “fine” al problema di come sistemare piazza Baldissera. Riportiamo qui il testo del comunicato stampa del Comune di Torino:
Un incrocio regolato da sei semafori “intelligenti”, raccordi per smistare una parte del traffico senza passare dalla “ex rotatoria” e 5000 mq di superfici recuperate e adibite a spazio pubblico. Sono questi i punti salienti della proposta per il riordino di piazza Baldissera presentata oggi in II commissione Urbanistica (presidente Tony Ledda), alla presenza dell’assessora Chiara Foglietta. Il progetto, scaturito da uno studio sui flussi di traffico nell’attuale assetto e da un riesame di quello definito dall’Amministrazione precedente con il Politecnico è stato illustrato dallo studio Samep Mondo Engineering.
Nel corso di questi ultimi anni, piazza Baldissera è divenuta quasi proverbiale per i suoi intasamenti e il nuovo progetto parte dal presupposto di fluidificare la circolazione. Quest’ultima oggi converge su una grande rotonda dai corsi Principe Oddone, Vigevano, Venezia e Mortara, oltre che dalle vie Cecchi e Stradella: la prospettiva del passaggio di una linea tranviaria a tagliare la rotonda sull’asse di queste due vie avrebbe poi ulteriormente complicato una situazione già tesa: la rotatoria attuale infatti si trova ad essere percorsa da una media di 4.430 veicoli ogni ora, dei quali 1400 dal corso Principe Oddone e 730 da corso Vigevano. Le code sono spesso molto lunghe, con ritardi nell’ordinario tempo di transito fino a circa undici minuti da corso Mortara e dieci da corso Vigevano, il cui transito attraverso la rotatoria è reso difficile dal forte flusso sull’asse nord sud dei corsi Venezia e Principe Oddone.
Viene quindi proposta l’introduzione di sei semafori (con i tempi regolati tramite 5 T a seconda dei flussi di veicoli nei vari momenti della giornata), con cicli semaforici cadenzati sugli assi Oddone-Venezia, Stradella-Cecchi (anche per la tranvia), Mortara – Vigevano e Stradella–Vigevano, con le relative svolte a destra e sinistra. Inoltre, sono previste apposite corsie per incanalare porzioni alcuni flussi di traffico senza impegnare l’incrocio centrale (ad esempio, da corso Vigevano verso corso Venezia e da via Stradella verso corso Mortara. Gli accessi all’incrocio centrale avverranno su cinque corsie da corso Principe Oddone e su quattro da corso Venezia (oggi quest’ultimo ne ha una, con il restringimento della carreggiata in prossimità dell’inserimento).
Secondo i progettisti, questo assetto della piazza, con la regolazione dei semafori intelligenti, dovrebbe portare a un miglioramento medio di 5 minuti rispetto alla situazione attuale, migliorando anche la mobilità ciclopedonale in tutta l’area, in termini di fluidità e soprattutto di sicurezza.
Diversi gli interventi dopo l’illustrazione della proposta: Firrao, Castiglione, Viale, Crema, Abbruzzese, Diena, Catizone e un rappresentante della Consulta per la Mobilità ciclabile. L’assessora Foglietta ha concluso spiegando che nel corso del 2023 si dovranno perfezionare i passaggi amministrativi e burocratici, in modo che nel 2024 si possano avviare i lavori.
Per quanto sia chiaro come uno snodo così complesso non possa avere una soluzione ottimale senza la costruzione di infrastrutture molto dispendiose (leggasi “sottopasso”), alcuni punti non sono del tutto chiari:- la corsia bus di corso Principe Oddone viene tranciata dall’inserimento del controviale: è un’assurdità per chi vuole promuovere il trasporto pubblico. Sarà un incubo per i bus spostarsi di corsia dopo la fermata;
– la fermata in corso Mortara verso via Scialoja è posizionata in un’ansa così profonda quando poi le linee devono svoltare a sinistra pochi metri dopo;
– le ‘piazze pedonali’ in mezzo a un simile incrocio sono tipo le boutade dell’ex Ministro Toninelli che voleva ricostruire il ponte Morandi con un centro commerciale sotto le auto;
– realizzare 5 corsie all’uscita da corso Principe Oddone significa stringerle al minimo
Subito dopo la presentazione del nuovo progetto, alcuni esponenti della precedente amministrazione hanno commentato come tutto sia fortemente simile all’ultimo progetto che era stato commissionato al Politecnico (e che riportiamo in basso). La realtà è che i due progetti hanno solo delle parti in comune: se l’impianto semaforico è pressoché simile, rispetto al progetto precedente è ora previsto che arrivando da via Stradella/Giachino sia possibile girare ovunque, mentre nell’idea del Politecnico chi arrivava da via Giachino doveva per forza svoltare in corso Mortara. Si elimina anche del tutto quella specie di rotonda (incompleta) che incrociava la linea del tram in due punti, generando potenzialmente ulteriori rischi nell’attraversamento del trasporto pubblico. Insomma, alcune similitudini, ma anche tante differenze sostanziali. Chissà se per la fine del 2024 vedremo i binari del tram e la linea 10 nuovamente tutta intera?
20 aprile, corso Duca degli Abruzzi, un’automobilista imbocca il controviale in direzione sud e malgrado i tanti cartelli che avvertono della chiusura della strada nel tratto di fronte al Politecnico, procede fino a trovare la via sbarrata. E all’improvviso il genio: perché fare retromarcia quando potrebbe essere semplice valicare il marciapiede e immettersi subito nel viale centrale? Peccato che in quel punto il marciapiede è alto 28 cm per permettere l’accesso a raso sui tram della linea 10. Tutte le peggiori scelte erano inizialmente delle grandi idee… e così l’automobile si è ritrovata incastrata con le ruote all’aria e ben poche possibilità di movimento senza causare più danni di quelli già realizzati. Purtroppo il tram non poteva far altro che restare a guardare la scena finché non è intervenuto un carro attrezzi che ha liberato il veicolo. Una versione della storia racconta che il veicolo abbia perso il controllo e sia finito in quella posizione… chissà com’è andata realmente…
Rendiamo omaggio ai due veicoli più anziani in servizio di linea per Gtt: la motrice serie 2800 (in alto, ripresa oggi sulla linea 10) e l’autobus Setra SG321 UL (sotto, ripreso oggi sul Venaria Express). Se la carrozzeria del tram compie 40 anni (la struttura anche di più…), l’autobus è del 1997, a breve compirà il quarto di secolo!
Sulle due linee di norma si vedono veicoli molto più moderni, ma da alcuni giorni la loro presenza è diventata quasi fissa. Immagini #gentilmenteconcesse da Chandu Belletti e Lorenzo Libertazzi.
Negli ultimi giorni abbiamo documentato sul nostro canale Instagram, nelle stories, varie comparse dei tram serie 2800 sulla linea 10, anche 2800 verdi, diventate così comuni che non ci davamo più alcun peso. Oggi, per la felicità di tutti gli amanti di questa serie di tram, le 2800 si sono prese una bella rivincita. Continua a leggere »
Ci è arrivata da più parti questa immagine pubblicata anche su alcuni siti web di notizie e spacciata per la possibile causa del deragliamento del tram della linea 10, avvenuto ieri 27 febbraio 2021. L’immagine non è del giorno dell’incidente, fa riferimento a una rottura del binario avvenuta qualche tempo prima (anche la vegetazione e la brina denotano un clima diverso…).
Alcuni inviati della redazione sono stati sul posto nel pomeriggio di sabato 27 febbraio per un sopralluogo e il reportage fotografico che segue è il risultato della giornata. Aprendo tutto l’articolo si potranno vedere tutte le immagini. Continua a leggere »













