Sulle proteste della Spina Reale

Linea 12

Torniamo sull’argomento della perdita del finanziamento per la linea 12 con un approfondimento sul tema delle proteste degli abitanti della zona Madonna di Campagna riguardo la perdita di alcune centinaia di metri di Spina Reale. Per le puntate precedenti, qui la lista degli articoli.

Il progetto originale non prevedeva il passaggio in sotterranea su largo Grosseto perché chiaramente interferente con il passante ferroviario e con il sottopasso veicolare sugli assi Grosseto-Potenza ma avrebbe visto la linea deviare dall’asse prima della stazione di Madonna di Campagna in via Lucento per poi raggiungere corso Grosseto all’altezza di piazza Manno passando sotto via Isernia.

Però la galleria sotto via Isernia sarebbe costata molto e, stando al Comune, avrebbe generato lunghi cantieri e di conseguenza tanto disagio nella popolazione che si è preferito optare per un attraversamento a raso di largo Grosseto. Ma questa “gentilezza” avrebbe portato con sé delle diverse conseguenze.

La perdita degli spazi pedonali sulla Spina Reale per costruire la rampa presente nella variante che avrebbe visto il tram transitare in superficie su largo Grosseto, avrebbe aggravato la perdita già ipotizzata nel progetto base dovuta alle fermate a cielo aperto e quindi dell’originario percorso pedonale sarebbe restato molto poco.

Sul tema veicoli il grosso problema è che avrebbero dovuto essere in ogni caso idonei all’esercizio in galleria e che non avrebbero fatto parte del finanziamento per i lavori alla linea 12. Il problema della bidirezionalità dovuto al capolinea provvisorio a Madonna di Campagna nasce con l’idea di fermare la linea a Madonna di Campagna per cercare di salvare capre e cavoli (ovvero non costruire tunnel né rampe). Infra.To è stata più che chiara nell’assicurare che i mezzi, con qualsiasi caratteristica necessaria, avrebbero dovuto essere finanziati ed acquisiti con altri canali, al momento non individuati e assolutamente non certi.

In una delle assemblee con la cittadinanza avvenuta nel giugno 2025 il Comune ha garantito ai residenti di non voler più mettere mano alla Spina optando per una divisione del progetto originale (quindi quello con la galleria sotto via Isernia?) in due fasi con l’attestamento sotterraneo del tram alla vecchia stazione Madonna di Campagna in attesa di un ulteriore finanziamento per arrivare a completare la linea allo stadio. Tolta qualche protesta fisiologica ma isolata di qualcuno che è contro tutto a prescindere, le persone presenti si sono dimostrate più che soddisfatte degli impegni. La maggioranza dei presenti non disdiceva il progetto del tram ma le opzioni che portavano a una eccessiva perdita del viale pedonale.
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