La notizia della mia morte è grossolanamente esagerata

Serie 2800

Citiamo Mark Twain per sfatare un passaparola che si è diffuso negli ultimi tempi tra gli appassionati: le 2800 non cesseranno servizio il 31 ottobre.
GTT lavora affinché ogni giorno ne escano il meno possibile perché sono veicoli non dotati degli standard di confort attuali (pianale a raso, climatizzazione, spazi per carrozzine, etc…) ma al contempo ne preserverà una decina come riserva.
Il bando firmato nell’estate 2024 prevedeva la demolizione di 40 vetture: ad oggi 29 sono state demolite, ne restano 11 da alienare su un parco di possibili 26 vetture.

Stesso luogo, esiti diversi

Incidenti, Linea 15, Linea 16

Scrivere la cronaca di un incidente che coinvolge il tram non è un’attività gradita ma dopo aver letto sui portali più “titolati” (testate giornalistiche) le peggio cose è doveroso soffermarsi per qualche piccola riflessione. Partiamo da un rimando storico, un quasi anniversario, visto che torniamo indietro alla mattina del 15 novembre 2004. In quella data l’Alfa Romeo condotta dal dott. Ugo Volterrani, provenendo dal controviale di corso Galileo Ferraris, supera la linea di arresto del viale centrale di corso Einaudi e si scontra con la motrice 5046 della linea 15 che sta sopraggiungendo in quel momento. L’impatto è violento, l’auto sfonda la ringhiera e si ferma contro un platano. La motrice non deraglia, sul tram tanto spavento ma è l’automobilista ad avere la peggio perché muore a seguito dei traumi subiti.

Stesso luogo, ora di punta di ventidue anni dopo (8 ottobre 2026), un furgoncino che viaggia parallelo a un nuovo tram di linea 16 decide di infilarsi nel controviale passando in contromano proprio dal punto dove l’Alfa Romeo del dott. Volterrani si scontrò con il tram. L’impatto è anche questa volta molto violento, la fiancata del furgone si schiaccia, il tram viene scalzato dai binari, sfonda la ringhiera, sale sull’aiuola e abbatte un platano (sembra proprio quello dell’incidente del 2004). Il tram è abbastanza affollato ma eccetto un paio di lievi contusioni, nessuno si fa seriamente male. Anche il conducente del furgone esce praticamente illeso dall’incidente. Continua a leggere »

Per fortuna solo uno spavento

Incidenti, Linea 4

Nel pomeriggio dell’ultimo giorno di settembre la vettura 8012 in corso Unione Sovietica è venuta a collidere con un autoveicolo privato all’incrocio con via De Cristoforis. L’impatto ha scalzato il tram dal binario facendogli terminare la corsa contro il palo semaforico. Non è chiara la dinamica dell’incidente, saranno i rilievi della polizia municipale a stabilire cause e responsabilità. Ciò su cui vogliamo soffermarci è come dall’incidente non siano risultati feriti né tra i conducenti né tra i passeggeri malgrado la brusca frenata e il primo carrello del tram  uscito dai binari a causa del particolare punto di impatto. Per quanto la linea sia rimasta bloccata per oltre 2 ore, il mezzo pubblico si conferma uno dei sistemi più sicuri per muoversi in città.

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Linea dei viali ultramoderna

Linea 16, Serie 8000

L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 ha portato una novità: la linea 16cs è la quinta linea abilitata al servizio dei nuovi tram HitachiRail. Rispetto alla circolare destra, la sinistra appare “privilegiata” nell’ottenere per prima nuovi veicoli, già nell’aprile 2005 circolarono qui i primi tram serie 5000 (sul 16cd arrivarono solo nel giugno 2017). Curioso come l’avvio dell’anno scolastico porti con sé per la terza volta una nuova linea: l’11 settembre 2022 ci fu l’esordio sul 9, un anno dopo il 3 settembre 2023 toccò alla linea 10 mentre per la linea 9/ si dovette attendere il 31 ottobre 2024. La linea 4 invece ha due esordi: uno ufficioso il 3 marzo 2024 (supplemento stadio) e uno più ufficiale il 13 novembre 2025 in occasione degli ATP Finals. Infine la linea 16cs il 14 settembre 2026.

Nel primo giorno di servizio si sono viste in linea le vetture 8019, 8025, 8027 e 8048. La linea dei Viali, l’antenata della linea 16, è uno dei percorsi più antichi ancora in esercizio con poche varianti.

Inaugurato il nuovo capolinea di Falchera

Linea 4

Ci sono opere che vengono inaugurate ogni settimana (vedi la tratta ferroviaria Germagnano-Ceres) e altre che hanno atteso un ventennio per vedere tagliare un nastro. Il 19 aprile 2006 era un mercoledì come il 9 settembre 2026 ma nessuna cerimonia celebrò l’arrivo del tram a Falchera anche se l’apparato comunicativo fu articolato e ricco di iniziative (totem, portali, veicoli integralmente pellicolati…). Eppure l’evento era storico e permise al quartiere più periferico della città di ottenere un collegamento diretto verso il centro con un sistema tranviario moderno, ma nessun politico sfruttò l’occasione. L’allora Sindaco Chiamparino, osannato dopo l’eccezionale periodo olimpico, poteva vivere di rendita tanto che nelle elezioni amministrative di fine maggio 2006 ottenne i 2/3 dei consensi al primo turno.

La cerimonia odierna, dopo aver ringraziato l’operato di tutti i lavoratori, ha sottolineato l’ammodernamento del capolinea e delle zone limitrofe, l’inserimento di nuovi veicoli e l’intenzione di risolvere il problema del rumore che viene prodotto dai tram nel nuovo anello (bisogna dire che storicamente anche l’ultimo curvone prima della fermata terminale produce notevoli fischi se i tram sono troppo veloci o se l’ingrassatore presente non funziona a dovere). Alcuni presenti sono intervenuti richiedendo maggiore sicurezza a bordo del tram ma si è glissato spostando l’attenzione sul fatto che si sarebbero piantati dei fiori nel giardino creato all’interno del nuovo anello. Un ritorno agli slogan pacifisti “mettete fiori nei vostri cannoni”? Chi lo sa…

Da lunedì 14 la linea 4 torna a Falchera sul tradizionale percorso; termina anche la deviazione su corso Re Umberto. Intanto in basso un paio di immagini del tram HitachiRail in arrivo a Falchera come fosse la linea 4. Resta ancora da completare la nuova coppia di fermate “Laghetti Falchera” che sono sorte all’uscita della galleria Stura, ma forse per quelle ci sarà una nuova inaugurazione. Dopotutto le elezioni si avvicinano…


Un tecnico osserva il tram nel punto dove sembra prodursi maggiore fischio.

In alto le autorità sorridenti: non conoscendo tutti i presenti, per non discriminarli, li elenchiamo da sinistra verso destra con “autorità 1”, “autorità 2”, “autorità 3”, “autorità 4”, “autorità 5”, “autorità 6” e “autorità 7”.

Linea 2 BRT

Tpl

Dal 10 settembre la linea 2 sarà gestita integralmente con veicoli elettrici BRT (Bus Rapid Transit). Alt… Si definisce bus rapid transit (BRT), bus a rapido transito o anche trasporto rapido tramite autobus un sistema di trasporto di massa che utilizza la tecnologia degli autobus che viaggiano su corsie preferenziali apposite con lo scopo di aumentare la rapidità del trasporto su gomma tradizionale raggiungendo prestazioni assimilabili a quelle di una metropolitana classica.

Non è sufficiente coprire due ruote con delle carene e piazzare un parabrezza più curvo per avere un sistema BRT. BRT di fatto è un insieme di infrastrutture composte da autobus, corsie preferenziali, asservimento semaforico, maggiori velocità grazie a fermate a raso, maggiormente distanziate, con biglietteria a terra… Continua a leggere »

Falchera: tutto pronto

Lavori, Linea 4, Tpl

In questi giorni si sta effettuando il pre-esercizio sulla tratta tra piazza Derna e Falchera in vista della riapertura della linea per lunedì 14 settembre. Domani, 9 settembre alle 16.30 si svolgerà la cerimonia di inaugurazione del nuovo capolinea alla presenza del Sindaco Stefano Lo Russo, dell’assessore Chiara Foglietta e altre autorità. La limitazione della linea in piazza Derna è durata poco più di un anno (dal 25 agosto 2025) e per la prima volta ci sarà una inaugurazione a Falchera, venti anni dopo l’arrivo del primo tram. Nell’aprile 2006 l’esercizio della linea iniziò in sordina senza alcuna cerimonia. Si rimedierà un ventennio dopo, probabilmente sotto la pioggia.

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Sulle proteste della Spina Reale

Linea 12

Torniamo sull’argomento della perdita del finanziamento per la linea 12 con un approfondimento sul tema delle proteste degli abitanti della zona Madonna di Campagna riguardo la perdita di alcune centinaia di metri di Spina Reale. Per le puntate precedenti, qui la lista degli articoli.

Il progetto originale non prevedeva il passaggio in sotterranea su largo Grosseto perché chiaramente interferente con il passante ferroviario e con il sottopasso veicolare sugli assi Grosseto-Potenza ma avrebbe visto la linea deviare dall’asse prima della stazione di Madonna di Campagna in via Lucento per poi raggiungere corso Grosseto all’altezza di piazza Manno passando sotto via Isernia.

Però la galleria sotto via Isernia sarebbe costata molto e, stando al Comune, avrebbe generato lunghi cantieri e di conseguenza tanto disagio nella popolazione che si è preferito optare per un attraversamento a raso di largo Grosseto. Ma questa “gentilezza” avrebbe portato con sé delle diverse conseguenze.

La perdita degli spazi pedonali sulla Spina Reale per costruire la rampa presente nella variante che avrebbe visto il tram transitare in superficie su largo Grosseto, avrebbe aggravato la perdita già ipotizzata nel progetto base dovuta alle fermate a cielo aperto e quindi dell’originario percorso pedonale sarebbe restato molto poco.

Sul tema veicoli il grosso problema è che avrebbero dovuto essere in ogni caso idonei all’esercizio in galleria e che non avrebbero fatto parte del finanziamento per i lavori alla linea 12. Il problema della bidirezionalità dovuto al capolinea provvisorio a Madonna di Campagna nasce con l’idea di fermare la linea a Madonna di Campagna per cercare di salvare capre e cavoli (ovvero non costruire tunnel né rampe). Infra.To è stata più che chiara nell’assicurare che i mezzi, con qualsiasi caratteristica necessaria, avrebbero dovuto essere finanziati ed acquisiti con altri canali, al momento non individuati e assolutamente non certi.

In una delle assemblee con la cittadinanza avvenuta nel giugno 2025 il Comune ha garantito ai residenti di non voler più mettere mano alla Spina optando per una divisione del progetto originale (quindi quello con la galleria sotto via Isernia?) in due fasi con l’attestamento sotterraneo del tram alla vecchia stazione Madonna di Campagna in attesa di un ulteriore finanziamento per arrivare a completare la linea allo stadio. Tolta qualche protesta fisiologica ma isolata di qualcuno che è contro tutto a prescindere, le persone presenti si sono dimostrate più che soddisfatte degli impegni. La maggioranza dei presenti non disdiceva il progetto del tram ma le opzioni che portavano a una eccessiva perdita del viale pedonale.

Nuove lanterne ceche

Rete

In piazza Statuto sono comparse due nuove lanterne luminose per gli scambi 540 e 545. Per un approfondimento sull’argomento lanterne degli scambi, si rimanda alla pagina dedicata.

Le nuove lanterne provengono dalla repubblica Ceca e sono prodotte dalla Elektroline, azienda specializzata in prodotti per il mondo tranviario e filoviario. Non è la prima volta che incontriamo i loro prodotti, da alcuni anni sono stati introdotti nuovi divisori della rete aerea, anch’essi costruiti in repubblica Ceca. Le lanterne più vecchie sono state prodotte dalla Signalbau Huber, azienda di Monaco di Baviera specializzata in semafori e lanterne luminose che nel 2000 è diventata “M.Tech Technologie und Beteiligungs AG” e nel 2010 “Swarco Traffic Holding GmbH”, parte del gruppo Swarco, multinazionale produttrice di sistemi, servizi e soluzioni complete per la sicurezza stradale e la gestione intelligente del traffico. A Torino il gruppo Swarco fornisce tutto il sistema AVM in uso in GTT.

In alto e in basso le nuove lanterne negli scambi 540 e 545 di piazza Statuto.

Persa la nuova linea 12 (almeno per ora)

Linea 12

La linea 12 perde per ora il finanziamento ministeriale di 221.721.410,41 Euro necessari per la costruzione della nuova tratta, tra cui il riadattamento del tunnel ex ferrovia Torino-Ceres.

Tutto inizia con le proteste degli abitanti sulla Spina Reale che lamentano la perdita di alcune centinaia di metri di area pedonale necessaria per realizzare la rampa di uscita dal tunnel verso largo Grosseto. Il progetto iniziale prevedeva un tunnel anche sotto largo Grosseto ma per contenere i costi si optò per una soluzione con meno scavi. Così dalla ex galleria della Torino-Ceres il tram sarebbe riemerso in superficie all’altezza di largo Grosseto, erodendo alcune centinaia di metri della Spina Reale, una lunga striscia pedonale sorta con l’interramento della ferrovia. In conseguenza a queste proteste si è rivisto il progetto portando alla costruzione di un capolinea tronco, sotterraneo, proprio sotto la stazione dismessa Madonna di Campagna. Il nuovo capolinea necessita di nuovi tram bidirezionali (idonei al transito in una vera galleria) e variante su variante, alla fine i costi sono lievitati e il governo che aveva dato l’ok per il primo progetto non ci sta più.

Il Comune di Torino comunica al Ministero che l’opera deve essere rimodulata, anche dividendola in lotti funzionali, perché manca la copertura finanziaria completa. Il Ministero risponde che sono necessari ulteriori approfondimenti tecnici ed economici sul progetto e il finanziamento statale viene dichiarato definanziato (ovvero decaduto). Stop così all’intero progetto del nuovo tram 12. Ora è necessario attendere un nuovo decreto ministeriale per ripartire con una nuova progettazione dell’opera, questa volta divisa in due lotti.

Per ora il tram 12 resta un sogno nel cassetto.

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