L’estate 2025 sarà ricordata come la prima stagione in cui tutti (salvo piccole eccezioni) i tram arancioni serie 2800 si sono presi una vacanza dopo decenni di servizio continuativo. Parallelamente la consegna dei nuovi tram HitachiRail è proseguita con regolarità portando a Torino oltre 40 vetture (il 40° tram è quello ripreso in alto, in via Sansovino, nella scorsa notte di San Lorenzo) e il maggior numero di nuove vetture disponibili ha permesso la dismissione di quelle vecchie più malridotte, come la 2891 dell’immagine nella pagina seguente, che dopo il principio d’incendio dello scorso 23 maggio non è più tornata in servizio. Continua a leggere »
I lavori all’impianto tranviario di piazza Statuto vedono un’appendice per la rimozione degli ultimi moncherini delle rotaie della linea 1 verso corso Francia. Parte dei binari erano già stati sotterrati dall’asfalto, altri affioravano ancora: un pezzo di storia che sparisce.
Nella pagina successiva ripercorriamo molto schematicamente la storia dell’impianto tranviario di piazza Statuto. Continua a leggere »
Lo scorso 24 luglio nella sala di via Cesalpino i residenti di Borgo Vittoria e Madonna di Campagna si sono dati appuntamento per assistere al confronto con l’assessore Chiara Foglietta sul progetto della variante della linea 12 che è stata presentata poco più di due settimane prima. L’annuncio della possibile occupazione della parte finale della Spina Reale (circa 200 metri finali su un chilometro complessivo) aveva sollevato una marea di proteste nei residenti. Per far sentire la sua vicinanza l’assessore Foglietta ha presentato alla platea il progetto e ne ha spiegato le motivazioni, ascoltando anche le critiche da parte di chi si sente di essere direttamente coinvolto.
Alcuni giorni dopo l’incontro è stato presentato un nuovo documento che mette al confronto le tre varianti al progetto presentato e accettato dal MIT (la prima variante, più due nuove ipotesi).
Prima ipotesi alternativa (tracciato rosso): riutilizzo dei binari di via Stradella in superficie dopo attraversamento di piazza Baldissera in sotterranea.
Questa idea creerebbe una rampa in corrispondenza della ex stazione Dora per permettere al tram di superare il dislivello che c’è tra la galleria e il piano stradale. I vantaggi sarebbero un immenso risparmio economico (e di tempi), una valenza trasportistica identica a quella della galleria, la possibilità di riqualificare la stazione Dora e migliorare gli interscambi tram-treno-aeroporto. Ovviamene il Comune indica che ci sono anche degli svantaggi, come quello che il tram avrebbe la priorità semaforica (ndr: la priorità semaforica uno svantaggio?), che il 12 in superficie ricalcherebbe la linea 10 (ma in Comune sanno che il 10 percorre pochi metri di via Stradella perché poi va verso nord su via Chiesa della Salute?), che ridurrebbero i parcheggi in superficie (ah, ecco…), che sarebbe necessaria una rampa per superare il dislivello (che poi era la stessa idea della prima variante… ora non va più bene?)… insomma un sacco di ostacoli.
Seconda ipotesi alternativa (tracciato verde): invece che fare galleria verso corso Grosseto, si sale in superficie su corso Lombardia e si riutilizzano i binari della linea 3.
Il problema era il costo della galleria verso piazza Manno e qui con cosa se ne escono? Con un’altra galleria, quasi identica a quella bocciata per i costi! Non stupisce che la variante abbia molti lati negativi, in primis i costi, a seguire i parcheggi persi agli alberi abbattuti, tuttavia viene inserito tra i vantaggi la possibilità di utilizzare i binari della linea 3. Giusto per chiarire, nella prima ipotesi i pochi metri di sovrapposizione con la linea 10 sono uno svantaggio mentre sovrapporre la linea 12 per interi isolati su corso Toscana alla linea 3 è un vantaggio. Il trio Aldo Giovanni e Giacomo direbbe: “allora sei deficiente, dillo son’ deficiente lo so”.
Riproponiamo parte della presentazione ufficiale perché fatichiamo a credere a ciò che leggiamo. La presentazione nel suo complesso elenca possibili scenari alternativi ma alla fine lascia l’amaro in bocca perché la sensazione è che l’opera della linea 12 non avrà mai luce. L’ultima ipotesi è quella di dividere in due parti con un primo lotto di riqualificazione del tunnel sotto via Stradella che però a fine lavori non può essere usato perché gli unici tram utilizzabili (le 8000) non sono bidirezionali e non ci sarebbe spazio per un anello sotterraneo. Così mentre si attendono i finanziamenti per il secondo lotto, la galleria può tornare nel degrado dell’abbandono.






