Due pesi, due misure

Linea 15

In alto c’è l’ipotesi dello spostamento del capolinea in via Brissogne di fronte alla scuola primaria “Ottino” con un allungo dei binari lungo le vie Monginevro e Bard. La soluzione è stata scartata perché cancellerebbe circa 150 posteggi.

Ma quando fu realizzata la pista ciclabile in via Braccini il numero di posteggi perso è stato di 150 stalli. Però 150 posti auto sono politicamente sacrificabili per una pista ciclabile mentre per il tram no. Questa ce la devono spiegare. Continua a leggere »

Il nuovo capolinea del 15 in via Monginevro

Linea 15

Nell’articolo di ieri la redazione aveva espresso delle ipotesi sul futuro capolinea del 15 basandosi sulle parole dell’assessore Foglietta. Oggi l’arrivo di una presentazione di Infra.to ci permette di avere informazioni più dettagliate e motivate. Si sottolinea come le obiezioni che verranno manifestate al progetto nel corso dell’articolo sono rivolte alla committenza e non ai progettisti i quali, con la massima professionalità e competenza, cercano di mettere insieme tutti i vincoli e i capricci posti dalla politica.

Nella figura in apertura è visibile il progetto del capolinea a fianco del deposito San Paolo. In pratica verrebbe ricavato un binario di raddoppio, sufficientemente lungo, per ospitare due vetture serie 8000 (quindi parliamo di 60 metri di binario). Il capolinea è rivolto verso il centro e quindi il servizio della linea 15 sarà interrotto dopo il transito da via Brissogne, con buona pace degli studenti e dei lavoratori che al mattino avranno due disagi: prima attendere il tram alla fermata e poi effettuare cambio vettura al capolinea, con annessa attesa per la partenza. Il ritorno verso casa invece sarà più agevole perché privo di rotture di ca…rico (cosa pensavate? ahah). C’è da dire che mediamente è al mattino che le persone hanno maggiore fretta perché vincolate dagli orari di ingresso al lavoro/scuola mentre a casa non c’è nessuna bollatrice che segna i ritardi. Chissà se questo aspetto l’assessore lo ha chiesto alla popolazione, visto il suo ascolto del territorio e impegno quotidiano per la mobilità sostenibile!

Il progetto attuale è però la terza variante dopo due altre scartate.

La prima ipotesi prevedeva il capolinea in via Brissogne di fronte alla scuola primaria “Ottino” con un allungo dei binari lungo le vie Monginevro e Bard. La soluzione è scartata perché cancellerebbe circa 150 posteggi. Questa perdita è spiegabile per la scelta della posa del binario a lato strada mentre se fosse stato installato a centro strada i posteggi eliminati sarebbero stati ridotti a quelli interferenti con le curve e il capolinea (poche decine di posteggi, non 150!). La posa del binario a centro strada, con preservazione dei posteggi su ambo i lati, trova in via Barrili un ottimo esempio di convivenza del binario tranviario con le esigenze dei residenti. Tra l’altro via Barrili ha una larghezza paragonabile a quella di via Bard e via Brissogne, poco meno di 10 metri. Tra l’altro non è per nulla specificato se nel novero dei 150 posti persi sono conteggiati i posteggi ricavati dalla dismissione del binario in via Bionaz…

Nella seconda ipotesi (foto qui sopra) si posava un nuovo binario su via Ozieri e si posizionava il capolinea a lato della scuola “Ottino”. Anche qui si sarebbero cancellati dei posteggi ma non si può usare sempre la medesima scusa e pertanto si tira fuori il problema del rumore e delle vibrazioni che i nuovi tram arrecherebbero ai palazzi circostanti. Oggettivamente se il problema è questo, di certo è più critico che non la cancellazione di posteggi. Va anche detto che nella presentazione si premuniscono di sottolineare come verrebbero impiegati dei binari dotati di tappetini antivibranti e fonoassorbenti che attualmente non ci sono. Se poi queste precauzioni non bastano, per ridurre rumori e vibrazioni è sufficiente limitare la velocità del tram -su quel breve tratto- per ottenere risultati eccezionali. Un paio di esempi si possono vedere (o meglio, sentire) in via XX Settembre poco prima del duomo (limite a 10 Km/h per un tratto di 50 metri) oppure a Falchera (limite di 20 Km/h per un tratto di 80 metri).

Veniamo quindi al progetto nella sua terza revisione per capire come cambia tutto per non mutare nulla… il tracciato in via Bionaz e Brissogne è identico all’attuale. Non ci sono problemi di parcheggi persi né di rumore malgrado il tessuto urbano sia più edificato, dobbiamo ringraziare i tappeti antivibranti se non si presentano problematiche sugli edifici circostanti, evidentemente più solidi di quelli costruiti sulla vicina via Ozieri!

Nella terza variante è previsto il rifacimento delle fermate interessate e dei binari presso il capolinea di via Brissogne, che -udite udite- potrà comunque essere utilizzato in caso di necessità dai tram non serie 8000, garantendo così una maggiore flessibilità di esercizio dell’intera linea! Già ci immaginiamo un tram HitachiRail che all’arrivo in via Brissogne, trovandosi un altro tram fermo per incrementare la flessibilità della linea, lo sorpasserà (volando, perché binari di raddoppio non ci sono!) per potersi recare, senza ritardo, al suo capolinea a lato del deposito San Paolo.

Torino cambia: il piano va veloce, un passo avanti e due indietro

Linea 15

Oggi l’assessore Foglietta esulta sul suo profilo social per l’aver trovato una nuova collocazione al capolinea del 15 in via Monginevro (è lunga e non dice a che altezza), potenziando l’interscambio in corso Trapani (allora il capolinea sarà all’altezza del deposito San Paolo?) ma mantenendo comunque il transito per via Brissogne (quindi sarà il solito stupido capolinea non all’estremo della linea!).

Ma come siamo arrivati fin qua? Facciamo un breve riassunto.

Gennaio 2021, al tempo di Chiara Appendino sindaco si presentarono 12 interventi da presentare al MIT per progetti riguardanti l’elettrificazione del trasporto pubblico a Torino. Al punto 6 si parla di “Attestamento linea tranviaria 15 presso Ospedale Martini e modifica instradamento in zona centro” per permettere ai futuri tram HitachiRail di percorrere la linea in quanto il capolinea di via Brissogne è troppo piccolo ad accogliere tram da 28 metri. Seguono una serie di analisi (alcune al limite del ridicolo) in cui si vorrebbe dimostrare che il capolinea a Grugliasco è inadatto perché poco popolato, poco attrattivo (c’è solo il nuovo maxi polo universitario), è inutile perché c’è già il treno (la stazione SFM) e l’interscambio non interessa a nessuno… contemporaneamente a queste analisi si stanziano oltre 200 milioni di Euro per riutilizzare a tutti i costi (anche quando il rapporto costi-benefici è palesemente negativo) il sedime della galleria tra la ex stazione Dora e Madonna di Campagna.

Novembre 2021, la nuova giunta del Sindaco Stefano Lo Russo rimedia all’errore dell’amministrazione precedente, volendo spostare il finanziamento di 9,4 milioni stanziato per limitare la linea 15 all’ospedale Martini al prolungamento fino al Campus scientifico di Grugliasco. Si tratta di una bella notizia. La promessa è quella del tram fino a Grugliasco.

Gennaio 2022, il viaggio a Roma del Sindaco Stefano Lo Russo è un trionfo (visibili i commenti ancora oggi sulla sua pagina social) perché il MIT conferma le richieste del Comune di Torino. I 9,4 milioni di Euro andranno a coprire il prolungamento al Campus scientifico di Grugliasco. Anche il Rettore Geuna esulta.

Gennaio 2025. Il Comune di Torino batte cassa a Roma per altri 6 progetti, tra cui l’acquisto di nuovi tram per le linee 15 e 16. Sorge quindi spontanea una domanda: ma se c’erano i soldi per il prolungamento a Grugliasco proprio per permettere ai nuovi tram di fare servizio sulla linea 15, come mai occorre comprarne altri?

Luglio 2025: i costi di costruzione della galleria della linea 12 sono troppo alti e così il progetto viene modificato in ottica di risparmio. La nuova rampa di uscita del tram cancellerebbe 150 metri di Spina Reale e sebbene nel complesso l’idea sia migliorativa dell’intero progetto, mette sul piede di guerra i residenti che vedono in pericolo l’unico tratto della Spina Reale non in mano agli spacciatori. Il progetto di recupero della galleria impegna buona parte dei 220 milioni di Euro del progetto complessivo. Chissà quanto tempo ci metteranno i residenti ad accorgersi che su via Stradella ci sono già i binari e che il loro riutilizzo potrebbe decimare il costo totale dell’opera?

Luglio 2025, oggi: l’assessore Foglietta illustra come sia vantaggioso spostare il capolinea in via Monginevro per poter usare i nuovi tram. Creeranno un nuovo capolinea adeguato (quindi con binario di raddoppio?) e rinnoveranno la sede tranviaria. È il frutto dell’ascolto del territorio, chissà da questo ascolto cosa si partorirà quando verrà ipotizzata la cancellazione di qualche posteggio per far posto al capolinea del 15. Che dire della rottura di carico della linea in corso Trapani, perché se il capolinea non è all’estremo del percorso si finisce con oscenità come la linea 40 che fa capolinea in piazza Massaua ma prima di ripartire fa il giro panoramico di via Servais… Meno male che sottolinea di aver mantenuto le promesse…

Chissà se il nuovo capolinea di via Monginevro sia la riesumazione del vecchio tracciato della linea 5 che terminava la sua corsa proprio davanti al deposito. Oppure il nuovo capolinea sarà così organizzato: il tram arriva alla fermata prima di corso Trapani, fa scendere tutti e si infila dentro al deposito. Poi esce dal cancello laterale verso via Serao e dopo aver fatto il giro panoramico di via Brissogne, torna verso il centro…

Piccolo dettaglio: si può fare già oggi… e i 9,4 milioni di Euro che fine fanno?

Principio di incendio sulla 2891

Incidenti, Linea 15, Serie 2800

Un principio di incendio dovuto a un problema elettrico (corto circuito o surriscaldamento delle resistenze) ha bloccato questa sera un tram della linea 15 in rientro al deposito San Paolo. La motrice coinvolta è la 2891 ancora pellicolata con la pubblicità di Immobiliare.it. L’intervento degli addetti Gtt e poi dei vigili del fuoco ha contenuto le fiamme che non hanno provocato danni visibili, tuttavia questo incidente potrebbe decretare la fine per questa vettura.

Collaudi in via Po

Lavori, Linea 13, Linea 15

Mercoledì 2 aprile la motrice 5016 si è prestata per le prime prove di collaudo degli impianti in via Po. Si tratta del primo veicolo a passare in via Po dalla sua chiusura (al traffico tranviario) avvenuta nel luglio 2023. Complessivamente l’investimento di 5.086.948,26 Euro ha permesso non solo il rifacimento di tutti i sottoservizi, dei binari del tram ma anche il ripristino delle lose su tutta l’estensione della via.

La linea 15 tornerà sul suo percorso tra alcuni giorni, alcune voci ventilavano già dal 7 aprile ma è più probabile che ritarderà di qualche giorno. La linea 7 invece dovrebbe rivedersi dal pomeriggio di domenica 13 aprile (al mattino una corsa podistica bloccherà il centro città).

In via Po con il naso all’insù

Lavori, Linea 13, Linea 15, Linea 7

 

Il cantiere di via Po procede verso le ultime fasi dei lavori. Se a terra i binari sono stati quasi interamente posati (restano in lavorazione i primi due isolati verso piazza Castello), in alto si sta procedendo con il completo rinnovo della linea aerea. Parallelamente ai nuovi cavi si stanno installando anche i nuovi divisori prodotti dalla ditta Elektroline di Praga (CZ) che garantiscono l’isolamento delle zone senza grossi punti di interruzione dell’alimentazione, al contrario dei tradizionali divisori che constano di circa 70 cm di tratta isolata. In alto il nuovo divisore all’incrocio con via Carlo Alberto mentre sotto la nuova coppia posta in piazza Vittorio Veneto (rimpiazza i divisori all’altezza di via Sant’Ottavio).

Un divisore di zona di tipo nuovo (ceco) si era già visto installare su via Rossini angolo via Verdi da alcuni mesi.

Proprio sotto a questo divisore si sono fermati numerosi tram, uno dei tanti casi nel febbraio 2022 era salito alla ribalta della cronaca perché immortalato mentre tre passeggeri lo stavano spingendo in un punto non isolato. Se vi chiedete se bastano tre persone per muovere un tram da 34 metri, la risposta è no. In rettilineo e con freni non bloccati sarebbe sufficiente una sola persona!

Un altro divisore di nuovo tipo è stato installato in via Accademia Albertina, tra la fermata e via Po (poche decine di metri prima del punto della foto qui sopra): anche lì i tram serie 6000 facilmente rimanevano bloccati sotto alla tratta isolata, ora il problema non ci sarà più.

Ci pensa la Natura…

Linea 15

Quando la Natura decide di prendere in mano le redini, decide anche dove l’uomo si è strenuamente opposto… Corso Belgio, oggi, 1° luglio 2024.

2872 la vettura ristoratrice

Linea 15, Pubblicità, Serie 2800

La motrice 2872 promuove una serie di servizi dedicati ai ristoratori: prenotazioni online, recensioni, menu digitale… La sede dell’azienda è situata a Torino in corso Novara ed è operativa da poco più di un anno. La scelta del tram è certamente una delle strade migliori per farsi conoscere…
Le fotografie sono state riprese su linea 15, lo scorso giovedì 13 giugno.

Riaperta via Vanchiglia

Lavori, Linea 15

A discapito di quanto ipotizzato pochi giorni fa, il primo piano dello stabile di via Vanchiglia n°18 è stato dichiarato agibile e da oggi, 5 maggio, i tram della linea 15 nonché gli autobus delle linee 55 e Star1 hanno ripreso il transito sulla strada. Si completa così la deviazione della linea 15 come ipotizzato dallo scorso 22 aprile ma mai portata a termine per via dell’incendio divampato in via Vanchiglia.

Via Vanchiglia chiusa

Incidenti, Lavori, Linea 15, Rete

Lo scorso 18 aprile, pochi giorni prima del ripristino della linea 15 sull’intero percorso, in un palazzo in ristrutturazione in via Vanchiglia è divampato un incendio che ha gravemente danneggiato l’ultimo piano del palazzo. Numerose squadre di vigili del fuoco sono intervenute e le operazioni di spegnimento sono andate avanti per due giorni. Per motivi di sicurezza la via è rimasta chiusa al traffico fino al completo spegnimento delle fiamme e successivamente è stata riaperta al solo transito autoveicolare. I mezzi pubblici, tra cui le linee 15, 55 e Star1, sono stati deviati e resteranno deviati fintanto che il primo piano dell’edificio non sarà dichiarato agibile. Secondo alcune stime dei vigili del fuoco il primo piano del palazzo sarà nuovamente agibile a partire da inizio giugno. Pertanto la linea 15 proseguirà la deviazione (della deviazione) su corso Regina Margherita, Giardini Reali, piazza Castello, via Micca, via San Tommaso, via Arsenale, corso Vittorio Emanuele II fino ad allora.

WP Theme & Icons by N.Design Studio Traduzione ed adattamento Tramditorino.it
Entries RSS Accedi