Feb 26 24

Ecco le ultimissime immagini della linea aerea di piazza Sofia. Nella giornata odierna sono iniziati i lavori di smantellamento per fare spazio agli impianti di ricarica delle batterie dei futuri bus da 18 metri che prenderanno il posto degli attuali mezzi marcati Mercedes. Praticamente si passerà dalle stelle (Mercedes) alle … vabbé, è chiaro.
L’arrivo del carro torre GTT ha avviato i lavori di prima mattina che sicuramente andranno avanti anche nei prossimi giorni, essendo necessario rimuovere non solo il cavo di contatto ma anche tutta la tiranteria che tiene in posa la linea aerea.

Dopo una giornata di lavoro restano solo più alcuni spezzoni di cavo collegati ai tiranti e tanto tanto rammarico per un bene comune gettato alle ortiche in nome di un vento simil-ecologista.


Se la mobilità elettrica è ecologica da oltre 150 anni, non altrettanto si può dire del ciclo di produzione delle batterie che tanta spinta hanno ricevuto negli ultimi anni. Basta fare qualche ricerca per capire che il reperimento di queste risorse rare è causa di devastazione ambientale, sfruttamento di popolazioni e guerre per il controllo delle aree più ricche di elementi.
https://www.greenme.it/energia/estrazione-del-litio/
La guerra ucraina per il litio
Effetti ecologici dell’estrazione del litio nel Salar de Uyuni: arsenico fino a 1400 volte oltre i limiti
https://www.focsiv.it/mappatura-degli-impatti-e-dei-conflitti-sugli-elementi-delle-terre-rare/
Il tempo è sempre galantuomo, vedremo quanto servirà per accorgersi degli errori commessi.
Feb 26 24

In corso Bolzano, all’interno dell’autostazione presso lo stallo 7, è comparso da alcuni giorni un’area di cantiere per la costruzione della postazione di ricarica destinata agli autobus 18 metri elettrici. I nuovi bus da 18 metri necessitano di costanti ricariche in quanto l’autonomia è bassa (per avere maggiori autonomie avrebbero dovuto sovraccaricare il veicolo di batterie finendo per spostare più litio che non persone…), rendendo di fatto questi veicoli molto poco flessibili in termini di possibilità di impiego.

In alto si vede proprio uno di questi nuovi bus con la presa di ricarica alzata. I cantieri partono solo ora perché sembra ci siano state varie controversie per l’impatto visivo di queste stazioni, alla strenua dell’annoso problema delle coperture delle scale della metropolitana. Il cantiere è aperto ma non sono presenti date di fine lavori. Alcune voci parlando dell’immissione in servizio di questi autobus già entro Pasqua 2026. Staremo a vedere.

Feb 26 23

A partire da domani, 24 febbraio, inizierà lo smantellamento dell’impianto di piazza Sofia: la linea aerea verrà rimossa. Si chiude così definitivamente la (breve) vita dell’impianto inaugurato nel 1992. I residenti potranno “gioire” con il futuro impianto di ricarica al capolinea dei nuovi bus a batterie da 18 metri.
Feb 26 14

Le ultime quattro vetture Serie 2800 con cabina aperta (2844, 2850, 2853 e 2857) sono state definitivamente mandate in pensione. Si chiude così l’era dei tram serie 2800 non modificati, restano solo quelli storicizzati e in livrea verde. Restano in servizio di linea due dozzine di vetture, tutte con cabina chiusa, tra cui solo due motrici della prima serie: 2834 e 2837.
Feb 26 05

La motrice “palindroma” 2882 si incontra per le strade di Torino con una tipica pubblicità stagionale: le piste da sci della Vialattea. La Vialattea è uno dei comprensori sciistici più estesi delle Alpi. Situato tra l’Italia e la Francia offre oltre 400 chilometri di piste che collegano località come Sestriere, San Sicario, Monginevro, Sauze d’Oulx e Claviere. Il tram si presenta con un gradevole panorama in cui gli sciatori sembrano seduti su uno skilift e le figure vengono completate nella parte superiore dalle sagome dei passeggeri seduti a bordo.
Feb 26 04

Nella notte tra domenica 1 febbraio e lunedì 2 febbraio una pianta in corso Re Umberto si è abbattuta sui binari della linea 15, danneggiando 3 mensole, un palo e diversi metri di cavo. Si tratta del secondo albero che cade nella zona, solo pochi giorni prima una pianta in corso Stati Uniti aveva terminato la sua vita a terra, senza particolari interventi esterni (nessun nubifragio né vento forte). Palesemente* è la vendetta vegetale compiuta nei confronti della linea 15 a seguito dei fatti accaduti lo scorso 16 gennaio in corso Belgio.

L’intervento notturno è durato circa tre ore tra il lavoro dei vigili del fuoco e quelli degli impianti fissi di GTT. Nel corso della giornata i lavori sono stati completati con l’integrale sostituzione delle parti danneggiate (mensole e pendini) e il ripristino definitivo della linea. Almeno fino al prossimo attacco da parte del regno vegetale…

*) palesemente ironico.
Feb 26 04

Il 4 febbraio era un sabato, mancavano pochi giorni all’avvio dei Giochi Olimpici Invernali e Torino non era ancora conscia della svolta che sarebbe arrivata dopo la parentesi olimpica. La metropolitana, il primo troncone aperto da piazza XVIII Dicembre a Fermi fu accolto quasi come una giostra nei primi giorni. Fu l’inaugurazione per le autorità. I comuni cittadini poterono partecipare all’inaugurazione il 5 febbraio.


I lavori erano quasi conclusi, il “quasi” è eufemistico perché per i primi 5 giorni il servizio sarebbe stato attivo solo alle fermate di capolinea. Si potevano visitare (ma senza uscire) le fermate di Massaua e Bernini. Tuttavia già al secondo giorno di apertura, il 6 febbraio, ci si accorse che operai al lavoro e veicoli in servizio si davano reciprocamente fastidio. Per questo dalla metà del pomeriggio del 6 febbraio la metro chiuse nuovamente i battenti per riaprirli solamente il 10 febbraio, giorno di apertura dei Giochi.

I convogli erano ovviamente nuovi ed erano riccamente forniti di sedili che pian piano sono stati rimossi per permettere un aumento di capienza dei treni.
Addirittura erano presenti strapuntini in prossimità delle porte. Questi hanno avuto vita piuttosto breve. Mentre nelle parti centrali i sedili sono stati alternativamente rimossi per ampliare lo spazio disponibile in piedi. Costruita di piccole dimensioni per risparmiare sui costi di scavo, il successo ottenuto un po’ fa rimpiangere la non scelta di un sistema più tradizionale.
I lavori della metro dovevano concludersi il 30 novembre 2005 e un ritardo di 2 mesi fa oggi sorridere rispetto a cosa è successo dopo… Al tempo le previsioni di termine dei lavori per Porta Nuova erano giugno 2007 e per il Lingotto il 2009. Ma se per Porta Nuova si dovette attendere ottobre 2007, per il Lingotto i lavori si protrassero fino al marzo 2011. Più sfortunata la tratta per Bengasi: le ultime due stazioni dovevano vedere la luce nel 2015, poi slittati al 2017, 2019, 2020 e infine al 2021. Complessivamente ci vollero più anni per le ultime due stazioni che non per la tratta da Fermi a Porta Nuova! Il prolungamento attualmente in costruzione, partito nel 2019, doveva concludersi nel 2023, poi nel 2024, poi nel 2025 e a fine 2025 la data fissata è ipotizzata tra il 2028 e il 2030! Per 4 stazioni potrebbero volerci ben 11 anni, comunque in proporzione meno dei 9 necessari per le due stazioni tra Lingotto e Bengasi.
Chi vivrà, vedrà.